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Gabriel García Márquez si spegneva cinque anni fa in Città del Messico

Gabriel García Márquez si spegneva cinque anni fa in Città del Messico

GABRIEL GARCÍA MÁRQUEZ — Il 17 aprile del 2014, a Città del Messico, si spegneva a 87 anni il celebre cantore di storie e fitte trame familiari Gabriel García Márquez. Nel 1999 gli fu diagnosticato un linfoma e da quel momento in poi iniziò a redigere le […]

Baudelaire (☆9/04/1821), rileggere I fiori del male nell’epoca moderna

Baudelaire (☆9/04/1821), rileggere I fiori del male nell’epoca moderna

CHARLES BAUDELAIRE – Il 9 aprile del 1821 nasceva a Parigi il poeta dello Spleen e degli ultimi, Charles Baudelaire. Celebre per la raccolta di poesie I fiori del male (Les fleur du mal – 1857) ma anche del saggio I Paradisi artificiali (Les Paradis artificiels […]

Virginia Woolf (†28/03/1941), l’eterno idillio d’infanzia raccontato in Gita al Faro

Virginia Woolf (†28/03/1941), l’eterno idillio d’infanzia raccontato in Gita al Faro

VIRGINIA WOOLF — Il 28 marzo del 1941 moriva suicida Virginia Woolf, scrittrice e saggista britannica nonché attivista e icona dei movimenti femministi.

Virginia Woolf era l’autrice che attraverso la sua scrittura riusciva a mettersi allo specchio osservandosi dall’interno. Grazie alle reminiscence che caratterizzano molti suoi scritti la Woolf tentava una psicanalisi di sé partendo dai cavilli primordiali emersi nella sua infanzia. In vita, di forte impatto emotivo fu il suo rapporto con la madre, Julia Prinsep Jackson, figlia di un dottore, morì prematuramente nel 1985 quando Virginia aveva soli tredici anni. La morte della madre fece esplodere in Virginia i primi crolli nervosi, dovuti anche alla vendita della residenza estiva di famiglia a Talland House a cui era molto legata. Ed è proprio la residenza estiva, che dava sulla Baia di Porthminster, ad essere la fonte fonte di ispirazione per la stesura del romanzo Al faro, (tradotto anche in Gita al faro – 1927), ad essa la Woolf riservò sempre un forte legame affettivo. Nei suoi diari Virginia Woolf si esprimeva così riguardo alla genesi del romanzo :

«Fino a quarant’anni e oltre fui ossessionata dalla presenza di mia madre… Poi un giorno, mentre attraversavo Tavistock Square, pensai Al faro: con grande, involontaria urgenza. Una cosa ne suscitava un’altra… Che cosa aveva mosso quell’effervescenza? Non ne ho idea. Ma scrissi il libro molto rapidamente, e quando l’ebbi scritto, l’ossessione cessò. Adesso non la sento più la voce di mia madre. Non la vedo. Probabilmente feci da sola quello che gli psicoanalisti fanno ai pazienti. Diedi espressione a qualche emozione antica e profonda».

Gita al faro è un romanzo familiare diviso in tre parti. Nella prima parte viene messa in luce la famiglia Ramsay nel corso di una semplice vacanza estiva, il desiderio del figlio James di recarsi in gita ad un faro fa scoppiare una piccola lite tra i coniugi. La seconda parte del romanzo ha l’utilità di unire la prima e l’ultima parte e quella di allungare l’asse temporale, l’ultima parte è invece un momento di incontro tra padre e figlio.

Gita al faro diventa la delineazione di un dolce ricordo d’infanzia vissuto dalla Woolf in uno dei suoi periodi più lieti, prima che le crisi e la psicosi iniziassero a tormentare la sua quotidianità. La memoria sempre viva della madre viene percepita in ogni pagina del romanzo, la stessa sorella dell’autrice lo notò anni dopo la prima pubblicazione.

«A me sembra che tu abbia tracciato un ritratto della mamma che le somiglia più di quanto avrei mai creduto possibile. È quasi doloroso vedersela risuscitare davanti. Sei riuscita a far sentire la straordinaria bellezza del suo carattere… È stato come incontrarla di nuovo… Essere riuscita a vederla in questo modo a me sembra un’impresa creativa che ha del miracoloso… L’immagine che dai di lei sta in piedi da sola e non solo perché evoca ricordi. Mi sento eccitata e turbata e trascinata in un altro mondo come lo si è solo da una grande opera d’arte.»

Louisa May Alcott (†6 marzo 1888), “piccola donna” che odiava la provincia e incoraggiava le donne a votare

Louisa May Alcott (†6 marzo 1888), “piccola donna” che odiava la provincia e incoraggiava le donne a votare

LOUISA MAY ALCOTT — Il 6 marzo 1888 moriva a Boston la celebre autrice di Piccole Donne, Luisa May Alcott.  Dopo una vita trascorsa nei disagi economici e negli eventi luttuosi, nel 1868 giunse il successo letterario proprio con Good Wives, ovvero Piccole donne. Piccole […]

Il 5 marzo 1922 nasceva Pier Paolo Pasolini, un insegnante fuori dal coro

Il 5 marzo 1922 nasceva Pier Paolo Pasolini, un insegnante fuori dal coro

PIER PAOLO PASOLINI INSEGNANTE — Il 5 marzo del 1922 nasceva a Bologna il noto scrittore, poeta e regista Pier Paolo Pasolini. Figlio dell’ufficiale Carlo Alberto Pasolini e della maestra di Casarsa Susanna Colussi, si trasferì con la famiglia dapprima a Parma, a Conegliano, poi a […]

Nikolaj Leskov (†5 marzo 1895), un viaggiatore incantato tra le braccia dell’aristocrazia dell’Ottocento

Nikolaj Leskov (†5 marzo 1895), un viaggiatore incantato tra le braccia dell’aristocrazia dell’Ottocento

NIKOLAJ LESKOV — Il 5 marzo 1895 a Pietroburgo si spegneva lo scrittore russo Nikolaj Semënovič Leskov, autore de Il viaggiatore incantato. La fortuna di Leskov non fu sempre dalla sua parte, nel 1861 un evento lo condusse ad essere addidato come conformista e alle dipendenze delle forze dell’ordine. 

NIKOLAJ LESKOV E IL 1861 — Si trovava a Pietroburgo quando nel 1862, numerosi incendi misero in disordine la città soprattutto nel mese di maggio.  L’intera città è invasa dalle fiamme: le zone Moskovskaja e Jamskaja, la via Sadovaja. Nessuno riesce a capirne le cause, non si sa se ad appiccare i fuochi siano stati i polacchi, gli studenti, i gruppi di nichilisti oppure i criminali. Leskov scriveva per varie riviste di divulgazione popolare e in quell’occasione in un articolo per Severnaja Pčela (“L’ape del nord”) scrisse che gli incendi erano provocati da quegli studenti nichilisti russi vicini al terrorismo che stavano assumendo un carattere d’avanguardia sempre più forte. Questi ultimi non mancarono ad accusare Leskov circa la sua vicinanza con la polizia, il suo essere filo-ortodosso e conservatore. Ma dall’altra parte vediamo un’aristocrazia che iniziava a vedere sempre più di buon occhio questo scrittore, tanto che venne accolto nei loro ambienti con grande benevolenza.

Sta di fatto che l’ostilità proveniente dagli ambienti progressisti costò cara a Leskov, i critici radicali lo allontanarono dagli ambienti letterari. La fama con i suoi romanzi arrivò infatti durante gli anni 70 con la pubblicazione dei seguenti libri: Soborjane (Il clero della cattedrale, 1872), Očarovannyj strannik (Il viaggiatore incantato, 1873) e Zachudalyj rod (Una stirpe decaduta, 1874).

Edgar Lee Masters († 5/03/1950) ed il microcosmo di Spoon River

Edgar Lee Masters († 5/03/1950) ed il microcosmo di Spoon River

EDGAR LEE MASTERS — Il 5 marzo 1950 si spegneva a Melrose Park Edgar Lee Masters. Il poeta, conosciuto dapprima per l’album Non al denaro, non all’amore, né al cielo con cui Fabrizio De Andrè lo omaggiò, è reso celebre dall’Antologia di Spoon River (1916), […]

Il 4 marzo1852 moriva Gogol’, l’autore che stava per dare alla luce una divina commedia russa

Il 4 marzo1852 moriva Gogol’, l’autore che stava per dare alla luce una divina commedia russa

NIKOLAJ GOGOL’ — Il 4 marzo del 1852 morì a Mosca Nikolaj Gogol, uno tra i più grandi autori della letteratura russa, scrittore di racconti, drammi e romanzi. Tra le sue opere, i racconti occupano sicuramente lo spazio più ampio, celebri quelli ambientati nella città di […]

Come Giorgio Bassani (★4 marzo 1916) divenne insegnante alla scuola ebraica per dare continuità ai giovani espulsi dalle scuole pubbliche

Come Giorgio Bassani (★4 marzo 1916) divenne insegnante alla scuola ebraica per dare continuità ai giovani espulsi dalle scuole pubbliche

GIORGIO BASSANI — Il 4 marzo del 1916 nasceva a Bologna Giorgio Bassani, italiano di origini ebraiche, fu autore di romanzi che hanno apportato ricchezza alla letteratura italiana del ‘900. Tra questi citiamo Gli occhiali d’oro (1956) e Il giardino dei Finzi-Contini (1962).

GIORGIO BASSANI E LE LEGGI RAZZIALI — Quando arrivarono le leggi razziali nel 1938, Bassani riuscì appena a prendere la laurea in Lettere un anno dopo. La situazione degli studenti ebraici delle scuole e delle università iniziava infatti a farsi difficile fino a che non furono espulsi dalle aule. Anche gli insegnanti ebraici trovarono diverse difficoltà, Bassani in quel periodo lavorava al liceo Ariosto, fu costretto a spostarsi in un vecchio asilo israelitico adibito a scuola nel ghetto ebraico ferrarese. In via Vignatagliata a Ferrara c’era infatti una scuola ebraica, ed è lì che il neolaureato Giorgio Bassani insegnò storia ed italiano a 70 allievi ebrei espulsi dalle scuole pubbliche ferraresi.

GIORGIO BASSANI INSEGNANTE — «Un giovane appena laureato ci apriva alla cultura moderna e ai valori civili con lezioni che sempre più si allontanavano dalle semplici nozioni. […] Ci parlava di nuovi autori che non apparivano sulle antologie, come Ungaretti, Montale, ecc.; tra le poesie da imparare a memoria La casa dei doganieri e via dicendo. Ci leggeva Vittorini, ci apriva ai russi Cekov, ecc. Ci spiegava i contenuti sociali e dirompenti della letteratura americana. Arrivava Lorca. Ho qui un numero della rivista “Letteratura” dell’aprile ’38. […] Proprio in questo fascicolo appaiono, tra l’altro, la prima traduzione di Lorca di Carlo Bo; il primo capitolo di Conversazione in Sicilia; il primo racconto importante di Bassani: Un concerto. A distanza di tanto tempo in queste pagine ritroviamo il filo conduttore di quanto ci insegnava. […] Scoprivamo Croce, Salvatorelli, i libri rossi della Einaudi. Sentivamo parlare di sfuggita – faceva parte della clandestinità – dei fratelli Rosselli e di “Giustizia e Libertà” […] mentre faceva una fugace apparizione un giornaletto clandestino che scorrevamo tra timore e stupore». Così disse un ex insegnante di Bassani riguardo i suoi insegnamenti alla scuola ebraica.

Dal 1939 al 1943 la scuola di via Vignatagliata divenne un importante punto di riferimento per gli studenti delle scuole medie, dle ginnasio e dei licei, i giovani qui potevano continuare a studiare e a formare il loro pensiero là dove le altre scuole non li aveva tollerati. Nel 1941 la scuola fu anche riconosciuta da parte delle autorità, le lezioni a partire da quel momento potevano infatti proseguire nella legalità.

L’obiettivo di chi lavorava nella scuola ebraica era innanzitutto quello di accogliere questi giovani spaesati e disorientati dinnanzi a questa impulsiva intolleranza sprigionata dalle leggi razziali. Inoltre gli insegnanti avevano a cuore la continuità nello studio di questi studenti sfortunati. Vennero organizzati dei corsi indirizzati esclusivamente agli studenti delle classe medie per aiutarli a sostenere l’esame finale obbligatorio per la legge.

Nel 1943 alcuni insegnanti, tra cui Bassani, vennero arrestati dunque le lezioni vennero interrotte, nel mese di novembre vennero dichiarato definitivamente sospese tutte le attività della scuola, dietro c’era l’ombra imminente delle deportazioni.

Paula Fox (✝1/03/2017), nonna biologica di Courtney Love, scrittrice prolifica degli ultimi

Paula Fox (✝1/03/2017), nonna biologica di Courtney Love, scrittrice prolifica degli ultimi

PAULA FOX — Il 1 marzo del 2017 si spegneva una scrittrice statunitense non molto conosciuta ma la cui storia rimanda ad un’artista più nota. Stiamo parlando di Paula Fox, autrice di romanzi per adulti, come Storia di una serva (2008, edito da Fazi editore), ma […]