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Il 4 marzo1852 moriva Gogol’, l’autore che stava per dare alla luce una divina commedia russa

Il 4 marzo1852 moriva Gogol’, l’autore che stava per dare alla luce una divina commedia russa

NIKOLAJ GOGOL’ — Il 4 marzo del 1852 morì a Mosca Nikolaj Gogol, uno tra i più grandi autori della letteratura russa, scrittore di racconti, drammi e romanzi. Tra le sue opere, i racconti occupano sicuramente lo spazio più ampio, celebri quelli ambientati nella città di San Pietroburgo, i quali furono infatti raccolti sotto al nome Racconti di Pietroburgo. Nella raccolta dei Racconti di Pietroburgo confluirono Il naso, Il cappotto, La prospettiva Nevskij ed altri.

Come successe anche per gran parte del romanzo Le anime morte, molti scritti di Gogol’ fecero una brutta fine per colpa della sua impulsività. Nel 1829 Gogol’, sotto pseudonimo, pubblicò un racconto intitolato Ganc Kjuchel’garten, le critiche furono però negative e l’autore decise di comperare tutte le copie della rivista in cui era pubblicato il suo scritto per bruciarle e far scomparire le tracce di quel lavoro infruttuoso.

GOGOL’ E LE ANIME MORTE — La stessa sorte capitò proprio all’unico romanzo scritto da Gogol’, Le anime morte. Il romanzo venne pubblicato nel 1842 e avrebbe dovuto avere una struttura dantesca, vari gironi avrebbero infatti rappresentato la società moscovita, se solo fosse stato completato. Le anime morte era stato pensato come un’opera divisa in tre parti, anche se il secondo capitolo non era pensato come Purgatorio sia perché questa realtà non esiste nel mondo ortodosso e sia perché non esistono, all’interno del romanzo, personaggi che mettono in atto peccati meno gravi del primo libro. Il terzo capitolo era stato pensato sicuramente come un volume in cui sarebbero stati in scena personaggi con un’indole più buona e quasi vicino alla Prefazione.  Il romanzo fu scritto un po’ in Svizzera e un po’ a Roma, doveva essere una denuncia sociale della Russia di quel periodo ma il destine dell’opera fu ben diverso. Nella notte tra l’11 e il 12 febbraio 1852, Gogol’ bruciò la seconda parte di quell’opera in via di formazione, ad esasperare i suoi nervi fu una crisi religiosa



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