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Baudelaire (☆9/04/1821), rileggere I fiori del male nell’epoca moderna

Baudelaire (☆9/04/1821), rileggere I fiori del male nell’epoca moderna

CHARLES BAUDELAIRE – Il 9 aprile del 1821 nasceva a Parigi il poeta dello Spleen e degli ultimi, Charles Baudelaire. Celebre per la raccolta di poesie I fiori del male (Les fleur du mal – 1857) ma anche del saggio I Paradisi artificiali (Les Paradis artificiels – 1860) e della serie di poemetti raccolti ne Lo spleen di Parigi ( Le Spleen de Paris – 1869), è considerato l’anticipatore del decadentismo, padre del simbolismo ed inventore del termine modernité, con il quale il poeta esprimeva la sensazione di brevità e fugacità che dava la vita nella metropoli.

BAUDELAIRE E I FIORI DEL MALE — Con la parola modernità il poeta voleva anche definire il sentimento di vuoto e sconforto dinnanzi al crescente mondo industriale e all’innovazione tecnologica.Con la seconda rivoluzione industriale tra il 1856 ed il 1878 infatti ci fu un rapido incremento tecnologico ed un forte mutamento sociale. Tale trasformazione influì molto sulla psiche degli uomini, i quali divennero disorientati ed estranei rispetto alla realtà in cui vivevano prima.

MODERNITÀ — Ne I fiori del Male Baudelaire impersona tutte le sofferenze umane, il senso di inadeguatezza, l’apatia di fronte alle emozioni e dunque un avvicinamento verso il senso dell’orrido e la morte, nonché un’esaltazione della bellezza inusuale rispetto al bello classico. Tra le poesie più rilevanti per capire la sua poetica citiamo Inno alla bellezza, Ultimi ed emarginati, Profumo esotico, L’uomo e il mare. Tra tutte queste elencate, appaiono tematiche e allusioni all’insoddisfazione della vita moderna che possono essere rilette anche nei giorni nostri. Apparirà straordinario come, a distanza di decenni, le emozioni e le percezioni di fronte alle situazioni della vita abituale possano toccare l’uomo nella stessa misura. A partire dalla contemplazione degli ultimi, in Albatros, dove viene descritta la condizione d’esule del poeta, il quale diventa oggetto di scherno del popolo. La famosa metafora del poeta visto come un uccello grosso, pesante e goffo ma dalle ali distese e strabilianti, riesce ad abbracciare l’elevazione degli emarginati. Un altro tema che può essere riletto oggi in chiave moderna è quello del senso della finitezza dell’uomo e dell’infinito potere della natura. Ne troviamo un esempio nella poesia L’uomo e il mare, due elementi così diversi ma anche così uguali. L’uno si affaccia sull’altro, l’uomo si specchia tra le onde, ed il mare a sua volta trasforma le sue acque nell’immagine dell’ospite. Entrambi posseggono segreti inestimabili, si presentano come lottatori eterni che amano la carneficina. L’uomo viene dal mare e torna al mare, mai come oggi possiamo comprendere questa poesie e trascriverla tra le nostre pagine di attualità.

Baudelaire rappresenta uno dei poeti più amati e letti, la sua vicinanza all’orrido e al macabro, ma anche alla bellezza, alle corrispondenze e ai temi dell’infinito, fa sì che ognuno di noi possa perdersi e riconoscere nelle sue poesie, una finestra da cui ammirare la vera essenza delle cose.



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