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Il 5 marzo 1922 nasceva Pier Paolo Pasolini, un insegnante fuori dal coro

Il 5 marzo 1922 nasceva Pier Paolo Pasolini, un insegnante fuori dal coro

PIER PAOLO PASOLINI INSEGNANTE — Il 5 marzo del 1922 nasceva a Bologna il noto scrittore, poeta e regista Pier Paolo Pasolini. Figlio dell’ufficiale Carlo Alberto Pasolini e della maestra di Casarsa Susanna Colussi, si trasferì con la famiglia dapprima a Parma, a Conegliano, poi a Belluno e a Casarsa dalla famiglia materna. Casarsa rappresentava per Pasolini una sorta di luogo del cuore da dove scriveva lettere ai suoi amici più cari, fu qui che la famiglia Pasolini si traferì durante la guerra nell’attesa che il conflitto finisse. Ed è proprio a Casarsa che il giovane Pasolini inizia a provare quei turbamenti che lo porteranno a conoscere la sua omosessualità e soprattutto a confidarsi, sempre attraverso le lettere, con gli amici più fidati.

«Un continuo turbamento senza immagini e senza parole batte alle mie tempie e mi oscura.»
(Lettera a Fabio Mauri, febbraio 1943.)

Nel 1944 Pasolini, insieme alla madre e al fratello, si trasferirono nella più tranquilla Versuta, una località vicina a Casarsa. Qui i giovani erano impossibilitati ad andare a scuola, quella più vicina (a 3 km) era a Casarsa ma l’edificio era stato bombardato. Insieme alla madre, Pasolini diede vita ad un collettivo gratuito di studi all’interno della loro casa e il suo prezioso lavoro venne riconosciuto da tutti. Ma questo idillio finì quando Pasolini venne processato per atti osceni in luogo pubblico, per il caso che fu chiamato scandalo del Ramuscello, accusa che lo fece espellere dapprima dal Pci e in seguito dal suo ruolo di insegnante. Quelli furono anche gli anni in cui suo padre scoprì i quaderni del figlio in cui venivano messi in luce i suoi primi amori per dei giovani incontrati, l’eros omosessuale e il suo marxismo. Carlo Alberto Pasolini era un bigotto e conformista, fu comandante della scorta che proteggeva il Duce durante l’episodio dell’attentato. L’ira che Pasolini accese nel padre, portarono lui e la madre a trasferirsi a Roma e ricominciare da capo una nuova vita, lontana dai pregiudizi nati dopo il processo e soprattutto dalle sofferenze per la morte del secondogenito Guido Pasolini.

INSEGNANTE A ROMA — Pasolini tornò ad essere insegnante anche a Roma, le spese dell’affitto iniziavano a pesare sulle sue spalle e su quelle delle madre che nel frattempo faceva la cameriera. Pier Paolo trovò lavoro in una scuola privata a Ciampino, la scuola Media Petrarca.Tra gli allievi di Pasolini a Roma vi era Vincenzo Cerami, futuro scrittore e sceneggiatore de La vita è bella, ma soprattutto grande amico di Pier Paolo. Insegnò a Ciampino fino al 1954-55, proprio negli anni in cui veniva pubblicato Ragazzi di vita. Pasolini scriveva che il romanzo aveva visto la luce proprio durante il tragitto in tram che ogni giorno lo portava dal suo appartamento romano a Ciampino.

LA PEDAGOGIA DI PASOLINI INSEGNANTE — Durante il suo insegnamento, Pasolini aiutava i suoi allievi a non omologarsi, a sentirsi differenti gli uni dagli altri. Invitava loro a scrivere dei temi seguendo delle tracce del tutto individuali: “Descrivi cos’è la realtà per te”, è un esempio di queste consegne che miravano a far sviluppare nei giovani un’opinione e a portarla avanti con dei ragionamenti personali. Pasolini, oltre a Dante, Petrarca e Boccaccio faceva studiare agli studenti anche quegli autori che allora era ancora in vita, Attilio Bertolucci, Sandro Penna, Giorgio Caproni e Giuseppe Ungaretti.



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