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Il 26 febbraio nasceva Victor Hugo, la struggente poesia per la figlia Leopoldine

Il 26 febbraio nasceva Victor Hugo, la struggente poesia per la figlia Leopoldine

VICTOR HUGO E LEOPOLDINE — Il 26 febbraio del 1802 nasceva a Besançon Victor Hugo, il celebre autore dei romanzi senza tempo I Miserabili e Notre Dame de Paris. Anticipatore del Romanticismo francese, Victor Hugo si lasciò ispirare dal romanzo storico di Walter Scott senza perdere mai […]

Il 25 febbraio 1948 nasce Aldo Busi, l’eterno seminario sulla gioventù

Il 25 febbraio 1948 nasce Aldo Busi, l’eterno seminario sulla gioventù

ALDO BUSI — Nasceva settantun’anni fa Aldo Busi, scrittore e opinionista televisivo italiano. Il suo romanzo dì’esordio fu Seminario sula gioventù (1984), uno scritto che rimaneggio di continuo fino al 2003, quando l’ultima edizione fu arricchita dall’appendice Seminario sulla vecchiaia. Nel romanzo ritroviamo un personaggio molto affine […]

Il 23 febbraio 1992 si spegneva Valentino Bompiani, fondatore della casa editrice omonima

Il 23 febbraio 1992 si spegneva Valentino Bompiani, fondatore della casa editrice omonima

VALENTINO BOMPIANI—  Fino al 1928, Valentino Bompiani, aveva lavorato alla Mondadori e aveva diretto la casa editrice milanese Unitas. Ma la Mondadori in quegli anni rappresentava una casa editrice dei “mondi chiusi”, delle riviste, una di quelle aziende che riuscì a sopravvivere senza troppi ostacoli al primo fascismo mettendosi a servizio del regime. «Io sono nato per informarmi ed informare. Ho fatto sempre riferimento a me stesso come a uno dei tanti, e dunque una mia curiosità doveva trovare rispondenza nel pubblico» ( Paese Sera, 18 novembre 1979). Bompiani si mise infatti in proprio e nel 1929 fondò la sua azienda che portava il suo cognome.

BOMPIANI LETTERATURA E SAGGISTICA — I capisaldi della casa editrice Bompiani erano la letteratura e la saggistica. Furono molti i nomi degli italiani che iniziarono a collaborare per l’azienza e grazie al quale pubblicarono anche dei volumi. Elio Vittorini fu traduttore per Bompiani, come anche Pavese e Montale. Bompiani si dedicò a lungo alla pubblicazione di letteratura americana e inglese, nel ’39 uscì Uomini e topi di Steinbeck, a cui seguirono Furore e La battaglia. Durante gli anni Quaranta, la collana «Corona» diretta da Vittorini ospitò Chateaubriand, García Lorca, Goethe, Mellville, Puškin, Tolstoj, Rilke e Milton. Ma negli anni ’40 pubblicare autori americani era rischioso dato che gli Stati Uniti rappresentavano i nemici in guerra. Il Ministro degli Esteri non permise l’uscita di alcuni volumi, in realtà vennero sequestrati ben 150 libri di autori stranieri nonostante la Bompiani si fosse occupata di pubblicare il Mein Kempf. Ma l’opera più importante della Bompiani fu il Dizionario Letterario Bompiani delle opere e dei personaggi, riconosciuta anche dall’Unesco.

Il suo amore per il teatro portarono Valentino Bompiani ad esordire anche come drammaturgo nel 1931 con L’amante virtuosa, ma scrisse anche due libri autobiografici:  Vita privata (Mondadori, 1971) e Dialoghi a distanza (Mondadori, 1986).

Antonio Tabucchi, La Testa Perduta di Damasceno Monteiro, ovvero un esempio di giustizia che non funziona

Antonio Tabucchi, La Testa Perduta di Damasceno Monteiro, ovvero un esempio di giustizia che non funziona

ANTONIO TABUCCHI — Antonio Tabucchi, scrittore dell’acclamatissimo Sostiene Pereira, traduttore di Fernando Pessoa ma anche professore di letteratura portoghese all’Università di Siena, pubblica nel 1997 La testa perduta di Damasceno Monteiro, basato sulla storia vera di un uomo, il cui corpo fu trovato in un […]

Il 19 febbraio del 2016 si spegneva Harper Lee. Un reportage di Truman Capote ispirò il suo celebre romanzo

Il 19 febbraio del 2016 si spegneva Harper Lee. Un reportage di Truman Capote ispirò il suo celebre romanzo

HARPER LEE — Il 19 febbraio del 2016 a Monroeville si spegneva Nella Harper Lee, l’abile scrittrice e giornalista che ottenne il Premio Pulitzer nel ’61 per il suo celebre romanzo Il buio oltre la siepe   HARPER LEE E TRUMAN CAPOTE —Abbiamo già ampiamente trattato la […]

Umberto Eco (✝19/2/2016), quell’eterno oscillare tra gli apocalittici e gli integrati

Umberto Eco (✝19/2/2016), quell’eterno oscillare tra gli apocalittici e gli integrati

UMBERTO ECO — Il 19 febbraio del 2016 ci lasciava Umberto Eco, scrittore, traduttore, esperto di semiotica e comunicazione. Celebre per molti romanzi come Il nome della rosa, ma anche di molti articoli sulla televisione, Fenomenologia di Mike Bongiorno (1961) e il suo caposaldo sulla cultura mass mediatica, Apocalittici e Integrati (1964).

UMBERTO ECO E I MASS MEDIA — I suoi studi sui mass media iniziarono alla fine degli anni ’50, le sue analisi avevano un taglio sociologico, studiò la televisione, il nascente Internet, nel ’67 tenne un seminario a New York Per una guerriglia semiotica.

Umberto Eco fece un’attenta analisi del legame degli intellettuali con i mass media, questi divennero ben presto gli Apocalittici del suo saggio del ’64, avversari degli Integrati, coloro che accoglievano in modo entusiasta l’arrivo di Internet. Ma Eco si rivolse anche alla cultura di massa, non solo ai mass media, nella sua analisi integrò anche l’impatto che ebbero i fumetti, la musica e i programmi televisivi sulle persone. Riguardo la musica scrisse che essa era vincolata da scelte commerciali piuttosto che da slanci artistici, sui fumetti citò spesso Charlie Brown. Ciò che Eco rimproverava ai mass media era quello di andare a distruggere l’originalità di un’opera per andare incontro alle aspettative di un’opinione pubblica media, un pubblico spesso passivo che si aspetta miti e simboli ben riconoscibili. Nonostante questo Eco non fu mai contrario ai social media, anche se nel 2015, durante la cerimonia per il conferimento della Laurea Honoris Causa in Comunicazione, disse la celebre e criticata frase: «I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli». Eco infatti riconosceva l’importanza di Internet e dei social media, altrimenti non li avrebbe analizzati così a fondo, ne esaltava la loro durata nel tempo e la loro efficacia sulle persone. C’è chi in seguito sostenne che Umberto Eco si collocava esattamente nel mezzo, tra apocalittico e integrato.

IL NOME DELLA ROSA — Ma adesso soffermiamoci su un altro argomento e genere, il giallo storico. Oltre ai suoi sapienti saggi, Eco rimase nella memoria per il romanzo Il nome della rosa, edito per la prima volta da Bompiani nel 1980. «Il 16 agosto 1968 mi fu messo tra le mani un libro dovuto alla penna di tale abate Vallet, Le manuscript de Dom Adson de Melk, traduit en francais d’après l’édition de Dom J. Mabillon». Questo è l’incipit del romanzo, costruito intorno alla scoperta di un manoscritto di un monaco benedettino riguardo una vicenda accaduta nel medioevo. Eco aveva una grande familiarità con quel periodo storico, per questo ambiento le vicende nel Medioevo. Nell’Italia Settentrionale, dentro ad un monastero, si svolge la vicenda che gira attorno ad un omicidio misterioso che potrebbe avere la sua origine anche in fenomeni paranormali, si sospetta infatti la presenza dell’Anticristo.

L’idea di scrivere un romanzo giallo venne ad Eco sin dalla fine degli anni 70, già molti editori gli avevano richiesto di scrivere dei racconti gialli. Ma Eco aveva un’unica pretesa, avrebbe scritto sì un romanzo giallo, ma non doveva avere una lunghezza minore di 500 pagine. Semplice.

Il 18 febbraio 1963 moriva Beppe Fenoglio

Il 18 febbraio 1963 moriva Beppe Fenoglio

BEPPE FENOGLIO — In seguito ad una diagnosi di tubercolosi e di cancro ai polmoni, il 18 febbraio 1963, dopo due giorni di coma, Beppe Fenoglio morì all’età di 41 anni a Torino. C’è chi vede nella sua morte un fine inevitabile dopo aver assorbito ogni […]

Il 16 febbraio 1907 moriva Giosuè Carducci, il primo italiano a vincere il Nobel della letteratura

Il 16 febbraio 1907 moriva Giosuè Carducci, il primo italiano a vincere il Nobel della letteratura

GIOSUÈ CARDUCCI — Il 16 febbraio del 1907 si spegneva a Bologna il noto poeta italiano Giosuè Carducci, celebre per la poesia San Martino (1883).Fu anche insegnante e nel corso della sua vita si avvicino alla poesia tedesca cercando di imparare la lingua dei poeti che […]

Il 13 febbraio 2015 moriva Livio Garzanti, erede della casa editrice che lanciò Pasolini

Il 13 febbraio 2015 moriva Livio Garzanti, erede della casa editrice che lanciò Pasolini

LIVIO GARZANTI — Il 13 febbraio del 2015 si è spento Livio Garzanti, figlio di Aldo Garzanti, fondatore di una delle case editrici più prolifiche in Italia.  Livio Garzanti, alla morte del padre nel 1961, ereditò l’azienda e vi lavorò assiduamente dando vita a nuove collane.

LIVIO GARZANTI E PASOLINI — Nel 1955 decide di pubblicare Ragazzi di vita di Pasolini, fu Bertolucci a presentarli  e da quel momento in poi Livio restò in buoni legami con lo scrittore friulano, pubblicando molti tra i suoi scritti. «Per me sentiva più affetto che ammirazione. Abbiamo avuto un contrasto affettivo: come tra persone amate. Il motivo? Avevo pubblicato un libro di Bevilacqua, lui non lo tollerò. Per questo passò alla Einaudi. Ma poi lo rividi poco prima che morisse. Mi abbracciò così stretto che mi pare mi scricchiolino ancora le costole. So che sarebbe tornato alla Garzanti».  Tra gli italiani, la casa editrice si arricchì anche con altri autori, da Carlo Emilio Gadda a Paolo Volponi, fino a Mario Soldati.

Laureato in filosofia, Garzanti è morto a Milano all’età di 93 anni.

 

 

[…] facevo pigramente il talent-scout per Livio Garzanti e combinai un incontro del giovane scrittore col giovane editore, Pier Paolo, ci chiamavamo già per nome, abitava vicino a me a Monteverde Vecchio, ora, in una casa abbastanza spaziosa e borghese: insegnava, potevano contare sul suo mensile oltre che sulla pensione del padre, in famiglia. Era appena stato pubblicato su «Paragone» il suo racconto Ferrobedò e io lasciai una copia della rivista in albergo a Garzanti perché la leggesse. Garzanti, entusiasta, volle vedere Pasolini. Appena lo salutò, finse di snobbarlo; poi, all’improvviso, gli disse di smettere di insegnare, voleva il suo romanzo entro un anno, voleva tutti i suoi libri. Gli avrebbe dato intanto il doppio di quanto guadagnava alla “media” di Centocelle, che egli raggiungeva con chissà quali mezzi alzandosi prestissimo. Così Pier Paolo poté scrivere con un certo agio Ragazzi di vita. [A. Bertolucci, Primo e ultimo incontro con Pier Paolo, in Id.,Aritmie, Milano, Garzanti, 1991, pp. 160-61, poi raccolto in Id., Opere, a c. di P. Lagazzi e G. Palli Baroni, Milano, Mondadori, 1997, pp. 1134-36, a p. 1135].

La lepre di Vincenzo Cerami. Nascita di un amore nel cuore di un lazzaretto

La lepre di Vincenzo Cerami. Nascita di un amore nel cuore di un lazzaretto

LA LEPRE VINCENZO CERAMI —Oggi vi parlerò di un romanzo che ho ritrovato per caso nella libreria di casa, mi ha incuriosito per il suo titolo essenziale ma evocativo, e dopo la lettura si è rivelato anche un libro di grande ispirazione. Mi riferisco al romanzo […]